Il corridoio, uno spazio quasi scomparso dalle nostre abitazioni

Qualche giorno fa ho iniziato la lettura di un libro di storie scritto da don Giorgio, un parroco delle mie zone che stimo molto. In una di queste storie si parlava dell’attesa, anche negli spazi abitativi.

Nel suo racconto, in particolare, si faceva riferimento ai vecchi corridoi che univano le diverse stanze, e che oggi non si trovano quasi più.

Il problema già nasce in fase di progettazione: per soddisfare le richieste e le esigenze dei committenti, architetti e ingegneri compiono dei veri e propri “salti mortali” progettuali per inglobarlo nell’ambiente generale, quasi da farne sfumare la sua presenza.

Ormai le moderne abitazioni, progettate senza alcun corridoio, rispecchiano la frenesia della nostra attuale società.

Qual è il risultato evidente di questa tendenza? Anche a casa non abbiamo più degli spazi di tempo gratuito, tutte le nostre “stanze esistenziali” sono adibite a un preciso scopo.

E aggiungo di più: per questo motivo in casa mancano delle “corsie di tempo”, che ci aiutino a passare da un ambiente all’altro. Già, perché il vecchio corridoio aveva lo scopo principale di introdurci in una stanza, in qualche modo di prepararci.

Questa funzione era ancor più evidente se eravamo degli ospiti in una casa non nostra. In quei casi il corridoio ci accoglieva e ci preparava a entrare nell’ambiente in cui, magari, avremmo avuto un incontro importante.

Gli effetti di questo cambiamento si notano anche in gran parte delle riviste di arredamento, dove si trattano tutti gli ambienti della casa (in particolar modo i bagni e le cucine), dedicando pochissimo spazio al corridoio.

Non sono certamente quel genere di persona che preferisce il passato, ritenendolo sempre e comunque migliore del presente. Ma in questo caso un po’ di nostalgia per i corridoi di una volta la provo, e dalle opinioni di alcuni miei clienti non sono l’unico!

Ar.Ven al posto del corridoio propone le porte e i pannelli, elementi di design che “collegano mondi” se aperte, ma che preparano ad entrare e scoprire un nuovo ambiente se chiuse.

In questo modo si rievoca l’atmosfera di “attesa e introduzione” in un nuovo spazio, anche se il corridoio di una volta non c’è più.

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